Dicono di noi! - Interessante articolo del quotidiano "InLiberaUscita"
L ‘I.C. Ardea 1 commemora la “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle Mafie”
Bella, partecipata e piena di emozioni la “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle Mafie”; che si è tenuta ieri, presso la sala consiliare del Comune di Ardea, organizzata dall‘istituto comprensivo Ardea 1, il Comune di Ardea e Libera. Protagonisti assoluti gli alunni dei tre cicli scolastici: scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Le esibizioni musicali dedicate al ricordo di chi ha perso la vita per essersi opposto alle mafia, appartenenti alle forze dell’ordine, giornalisti e magistrati. Ma anche ai bambini vittime innocenti del potere criminale. Significativi gli interventi, nell’ordine: della Dirigente scolastica prof.ssa Antonietta Catalano, quella del sindaco di Ardea Maurizio Cremonini, del giornalista della Rete NoBavaglio Claudio Pelagallo e del Tenente Giovanni Contieri della tendenza di Ardea. “Oggi è una giornata importante- ha detto in apertura la dirigente Catalano- ha come dovere istituzionale quello di educare le giovani generazioni alla cittadinanza attiva, alla responsabilità, al rispetto delle regole, alla legalità e alla giustizia, ed è un giorno non solo un giorno di commemorazione delle vittime delle mafie ma anche un giorno di responsabilità condivisa”. ” il nostro territorio è interessato da situazioni mafiose, ringrazio la prof.ssa Catalano per l’organizzazione di questo evento. Perché far capire ai ragazzi le problematiche ci aiuta a risolverle in anticipo. A non cadere in questa brutta rete, perché la mafia non è solo quella che vediamo in televisione, l’atto mafioso è quello che ti induce a compiere atti sempre più pericolosi”. Poi è stata la volta del giornalista Claudio Pelagallo che dopo avere ricostruito la presenza della ‘ndrangheta, nei comuni di Anzio Nettuno e Aprilia, ha voluto ricordare i giornalisti uccisi dalle mafie tra questi Peppino Impastato e Giancarlo Siani. “In Italia ci sono 22 giornalisti che vivono sotto scorta armata e migliaia che hanno ricevuto minacce.- ha detto- le mafie non vogliono che si accenda un faro sulle loro attività illegali, per questo prendono di mira i giornalisti d’inchiesta”. A concludere l’intervento del Tenente Giovanni Contieri “se oggi ricordiamo i caduti delle forze dell’ordine vittime di mafia tra queste il Capitano Emanuele Basile, è perché il loro sacrificio non è stato vano. La mafia oggi veste coi colletti bianchi entra nel tessuto economico sociale e amministrativo, fa un lavoro certosino per cercare di entrare e condizionare il sistema economico e finanziario”.
Una manifestazione, quella di ieri ad Ardea con i ragazzi delle scuole, che ha come significato profondo quello alimentare una memoria condivisa che impedisca l’oblio di chi si è sacrificato e quello dell’impegno quotidiano contro l’indifferenza. Proprio quel messaggio che ci ricorda la Giornata della Memoria e dell’Impegno (21 marzo) promossa da Libera.


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